Il progetto

Diario di un Cacher è un progetto editoriale dedicato al geocaching e alla scoperta di luoghi nascosti, intesi come pratiche di osservazione e di relazione con il territorio.

Non nasce con l’obiettivo di documentare viaggi, né di suggerire itinerari.
Nasce per raccontare processi di ricerca: cammini, tentativi, deviazioni, soste.

Il progetto si sviluppa attraverso video, articoli e contenuti audio che assumono la forma di un diario di campo, mantenendo un approccio narrativo e documentaristico.


Al centro di Diario di un Cacher non c’è il risultato, ma il percorso.
Cercare non è inteso come un’azione finalizzata a “trovare”, ma come un modo per leggere lo spazio, rallentare il tempo e osservare contesti che normalmente restano marginali.

La ricerca è considerata un atto aperto, non lineare, fatto di errori, ritorni e ripensamenti. Ogni contenuto nasce da un’esperienza reale e non segue una programmazione forzata.


Il progetto si muove lungo due ambiti principali, strettamente connessi tra loro.

Il geocaching è utilizzato come strumento di esplorazione. Non viene trattato in chiave competitiva o tecnica, ma come pratica che porta a frequentare luoghi secondari, a fermarsi dove normalmente non ci si ferma, a osservare con maggiore attenzione.

La scoperta di luoghi nascosti riguarda spazi fuori dai circuiti turistici: sentieri marginali, strutture dimenticate, aree di passaggio. Luoghi che non sono scelti per la loro spettacolarità, ma per ciò che rivelano quando vengono attraversati senza fretta.

In entrambi i casi, l’interesse non è descrittivo, ma relazionale: cosa succede tra chi cerca e il luogo che incontra.


Diario di un Cacher adotta un linguaggio sobrio e riflessivo.
I contenuti non hanno finalità didattiche né promozionali. Non propongono guide, classifiche o istruzioni dettagliate.

Ogni contributo è pensato come un frammento autonomo, inserito in un percorso più ampio. Il tono resta volutamente essenziale, lasciando spazio al silenzio, all’osservazione e al tempo.


Questo non è un archivio chiuso né un racconto lineare.
È un progetto in evoluzione, che cresce per stratificazione.

Non tutti i luoghi vengono spiegati.
Non tutte le ricerche arrivano a una conclusione.

Il senso del progetto sta nella continuità dello sguardo, non nella completezza.

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